IL LATO NASCOSTO DELLA MENTE
Esempio n. 1 Una signora composta ed elegante esce
dalla chiesa dove ha assistito al matrimonio di sua figlia. All'improvviso si
mette a urlare come una forsennata e abbraccia il signore che stava salutando.
Solo dopo "si accorge" di cosa le ha fatto compiere quel gesto
inopportuno:
la paura di un serpente intravisto con la coda
dell'occhio. Serpente peraltro di gomma, portato da un nipotino birichino.
Esempio n. 2 Partita di calcio, mischia in area. Da
una selva di gambe, il centravanti vede schizzare, velocissimo, davanti ai suoi
piedi, un pallone. Non ha neppure il tempo di pensare a che cosa deve fare. Ma
lo tocca. E fa gol!
Esempio n. 3. Il signor Rossi va a votare. Come
sempre, fa con convinzione la croce sul simbolo del suo partito preferito. E’,
convinto di avere fatto la scelta giusta, razionale. Non è vero. Se potesse
leggere il suo inconscio scoprirebbe che ha votato quel partito solo per
distinguersi dal padre, fedele votante del partito rivale. O che lo ha fatto
spinto da un pregiudizio tipico, del suo ambiente, acquisito quando aveva 5 anni.
In tutte queste situazioni ad averci spinto
ad agire non e stata la parte razionale cosciente della nostra mente, ma un
lato nascosto, che sfugge al nostro controllo e che non sempre ci fa fare ciò
che poi vorremmo aver fatto. Talvolta è un pregiudizio diffuso o un antico
ricordo che agisce, senza che ce ne accorgiamo, sulle nostre scelte, talvolta
un’emozione, capace di scavalcare qualsiasi ragionamento logico. In altri casi,
dicono gli scienziati, l’inganno è ancora più clamoroso: siamo convinti di
essere coscienti di azioni di cui, nel 90% dei casi, siamo solo attori.
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